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Il lago verticale
In compagnia dei moschettoni, lungo la Via Ferrata "Susatti", nell'Alto Garda |
Aeree vie ferrate a Riva del Garda
Questa escursione, infatti, si svolge interamente sulla riva occidentale dell'alto lago di Garda, lungo un sentiero esposto con tratti attrezzati con cavi e appigli metallici che, se da un lato chiede un certo impegno in considerazione del dislivello da percorrere e dalla verticalità (!) del percorso, dall'altro ripaga abbondantemente, regalando scorci di rara bellezza sul lago e sulla corona montuosa che lo cinge.
Descrizione: Si raggiunge Biacesa di Ledro (m. 418) passando per la famosa “galleria dell’Agnese” che si imbocca girando a sinistra prima di Riva del Garda. Qui si parcheggia l’auto, quindi si segue l’indicazione per Cima Capi che sale in un primo momento con il segnavia 417, poi con il “Sentiero dei Béchi” (segnavia n. 470) seguendolo nel suo pianeggiante svilupparsi nell'ondulata e boscosa Val del Gac. Dopo numerosi scollinamenti, nella sua parte finale il percorso sale decisamente, fino a collegarsi con il sentiero n. 405 proveniente dalla Val Sperone.
La brezza silenziosa e tiepida proveniente dal lago, centinaia di metri più in basso, si porta via il cadenzato rumore metallico dei moschettoni che sbattono sulle rocce. Si superano così esposizioni mozzafiato per la verticalità delle pareti sottostanti, permettendo di raggiungere -non senza emozione- la vetta di Cima Capi, a quota di "soli" 907 metri, in poco più di due ore e mezza. E’ d’obbligo una lunga sosta per recuperare fiato, smaltire un po' di adrenalina e ammirare lo stupendo panorama: da Torbole a Riva, il lago è tutto punteggiato di candide vele che danzano nel blu.
Non vale la pena togliere le imbragature da ferrata: per raggiungere il bivacco Arcioni si scende di qualche metro dalla cima, attraversando resti di trincee e poi, risaliti il crinale fino ad un bivio, a sinistra parte il sentiero attrezzato Foletti n. 460, tuttavia più breve e meno esposto. Lo si segue attraversando un tratto quasi orizzontale costituito da ampie placche rocciose, superate le quali si scende al bivacco realizzato nel 1985 dal Gruppo di Biacesa della SAT e intitolato alla memoria del Finanziere Tenente Arcioni, vittima della guerra di posizione che insanguinò questi poco conosciuti luoghi, nella primavera del lontano 1916. Oggi, oltre che godere di un'amena posizione, l'ospitale bivacco rappresenta -con i suoi 853 metri di altitudine- un ottimo punto di partenza per le escursioni nella zona. Una tra tutte, meritevole di visita, conduce lungo il ripristinato sistema di gallerie austriache (è indispensabile la torcia elettrica) che porta ai 1050 metri di Cima Rocca, dalla cui vetta troviamo anche qui un eccezionale panorama sul lago e sul Basso Sarca.
Riposti gli imbraghi e l'elmetto, lasciato il terrazzo del bivacco e aggirato un breve tratto boschivo, si incontra la chiesetta di S. Giovanni, distrutta durante la guerra e ricostruita negli anni '80; da qui in poi è sempre un'unica discesa seguendo la ripida stradina che, con una piacevole camminata, in meno di un'oretta riporta a Biacesa, restituendo al loro silenzio ed alla loro quiete queste belle montagne dell'Alto Garda.
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info&links |
Altitudine max: Cima Capi, 907m (Cima Rocca, 1050m) Difficoltà: EEA Dislivello: 489m Periodo consigliato: autunno inoltrato, per i colori del bosco e le temperature più sopportabili Mappa: clicca qui Segnaletica: bianco-rossi in vernice, sentieri nn. 417, 470, 415, 460. Punti d'appoggio: Bivacco "Arcioni" (853m)
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