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La Calà del Sasso |
Una discesa nella Storia
La Calà del Sasso è un'opera incredibile nel suo genere: una strada gradonata e lastricata da 4444 gradini, che si aggrappa alle pendici del Canale di Brenta nella provincia di Vicenza e che una tradizione ricorda come la Calà fosse anche chiamata "Strada dei 4 Rosari" perché il tempo necessario a recitarli, era pari a quello della salita.
La storia di questa inconsueta via di comunicazione inizia alla fine del XIV secolo, quando si sviluppò rapidamente in quasi tutto l'Altopiano il commercio dei prodotti caseari, della lana ma soprattutto del legname, in quanto ogni comunità possedeva boschi e ognuna poteva concedere, dietro compenso, il diritto del transito del legname di altri nel proprio territorio. Asiago, per giungere dai propri boschi alle rive del Brenta doveva attraversare tre altri comuni, Gallio, Foza e Valstagna che, in questo modo, traevano vantaggi da questo commercio. Per evitare un aggravio di spese, ogni comune cercava così la via più diretta, pur restando sul proprio territorio. Da qui una serie infinita di rivalità, poiché spesso la scelta di una nuova via di discesa comportava un danno per le comunità escluse. A dirimere la questione intervenne perfino Gian Galeazzo Visconti, signore dell'altopiano nel 1398, ma gli asiaghesi stanchi di vie di trasporto inadeguate e pericolose da intraprendere, oltre che esose, decisero con un'assemblea pubblica di aprire una via diretta fra la frazione Sasso e la Valstagna, denominata Calà del Sasso. Oggi, il silenzio e la solitudine che regnano in queste valli, custodiscono la storia che ogni singolo gradino, ad ogni nostro passo, ancora sa trasmetterci.
L'escursione in ... discesa! Dalla frazione Sasso, un piccolo gruppo di case sull'altipiano di Asiago a quota 980 metri, si accede con poche centinaia di metri di strada carrabile, al ripiano prativo della Val Scausse, punto di partenza della nostra discesa che rispetta così, anche dal punto di vista storico, il sentiero della Calà del Sasso. Sin dall'inizio si coglie la struttura dell'opera: si tratta di rampe rettilinee (saranno 17 alla fine) o leggermente arcuate, larghe anche 3 metri, alcune protese fino a 70-80 metri, con pendenze fra il 20 e il 25%. La realizzazione del selciato, di pietra calcarea, è del tutto particolare: la parte verso monte, che serviva al passaggio pedonale, è gradonata con una pedata di circa 30 centimetri ed un'alzata di 10; quella verso valle si presenta invece lastricata con pietre di più grosse dimensioni e leggermente incavata (ATTENZIONE, è scivolosa, camminate sempre sui gradini!) dal momento che veniva utilizzata per la discesa dei tronchi. Questa delicata operazione avveniva a gravità, forse facilitata da un velo d'acqua scorrente sul fondo che in inverno poteva essere ghiaccio o neve compressa, e rallentata (o meglio, spezzata) dalla congiunzione ad angolo acuto delle rampe, dove un rialzo o un muretto frenavano i tronchi. La pendenza ora si fa accentuata e, dopo le prime quattro brevi rampe sovrapposte, si osserva il tratto più spettacolare: la strada compensa un notevole sbalzo di quota con due sole brevi rampe, sorrette da alti muri in pietra. Fantastico. A metà circa del percorso ci si imbatte in un'edicola votiva dedicata a Sant'Antonio, dopodichè il percorso attraversa il solco della valle e si nòtano, protese nel bosco, delle protezioni spondali che servivano a convogliare l'acqua nello scivolo lastricato. Si perde quota, passando dai faggi ai castagni ed ora la Calà segue una stretta fessura della valle, ove le pareti trasudano umidità e la vegetazione se ne avvantaggia con essenze tipiche di questi ambienti quali muschi, felci, ombrellifere e rampicanti. Si giunge nel punto dove il legname scaricato dalla montagna veniva convogliato verso il fiume Brenta e, anche qui, l'ambiente è sempre selvaggio: ripide pareti stillano acque, trame di rampicanti le aggrediscono, ma lo specchio del cielo si fa via via più ampio fino a quando l'ormai pianeggiante Val Frenzela giunge al tornante della provinciale Valstagna-Foza (221m), dove si conclude questa -inconsueta- discesa nella storia e nella natura di questa regione.
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info&links |
Difficoltà: E Altitudine: 980m Dislivello (in discesa): -750m Tempo di percorrenza: 3 ore e 30' a+r Periodo consigliato: inizio primavera o tardo autunno Segnaletica: segnavia biancorossi n.778 CAI Cartografia: CAI, Carta dei sentieri del Canale di Brenta, scala 1:15.000 Punti d'appoggio: Trattoria Al Sole, via Chiesa 17, 36010 Sasso di Asiago (VI), tel: 0424.690404/442021 Web: http://www.comune.valstagna.vi.it/caladelsasso.html http://www.sassodiasiago.it/giornali_locali.htm http://www.magicoveneto.it/Valsugan/trek/GNN_TV10.htm
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