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Attorno al Sassopiatto (Plattkofel)

Nel cuore delle Dolomiti

Una tra le più belle e varie escursioni che si possano compiere nelle Dolomiti, con partenza da Passo Sella, è rappresentata dal periplo dei gruppi rocciosi del Sassolungo e Sassopiatto.

L'escursione qui proposta è stata effettuata il 17 giugno 2001, e prende in considerazione solamente (si fa per dire) l'itinerario che permette di effettuare il giro completo del Sassopiatto (la cui cima è raggiungibile anche dal semplice escursionista) attraverso la forcella che lo separa  dal Sassolungo.

Come arrivare:

Il Passo Sella, punto di parcheggio dell'escursione, dista poco più di un'ora di automobile dal casello di Chiusa-Val Gardena, sull'autostrada A22, Modena-Brennero.

Descrizione itinerario:

La nostra notte prima dell'escursione si era rivelata piuttosto agitata, non solo per l'emozione che precede ogni (piccola) impresa: i lampi di un violento temporale notturno illuminavano a giorno i corridoi e le camere del Rifugio Passo Sella, a quota 2183 metri, dove avevamo pernottato.

La mattina successiva, invece, un cielo limpido faceva stagliare le gigantesche torri dolomitiche del Sassolungo fin sulla cima. Di buon'ora, prendiamo la cabinovia che, dondolando nell'ultimo tratto fino a sfiorare le rocce, ci permette di arrivare direttamente ai 2681 metri della stretta Forcella del Sassolungo, occupata dal Rifugio Toni Demetz, sovrastato dalle guglie delle Cinque Dita a sud-ovest, e dalla grandiosa parete del Sassolungo ad est.

La forcella è piena di neve fresca, caduta questa notte e, all'uscita della stazione di arrivo della cabinovia, veniamo subito investiti da un vento gelido che, in pochi secondi, ci ricopre di un strato di mezzo centimetro di nevischio ghiacciato... Non eravamo certo preparati ad una tormenta di neve!

Chiediamo delle condizioni del sentiero che, ovviamente, è completamente innevato ma sembra che, per ora, ancora nessuno l'abbia battuto...

Vestiti con tutto quello che ci eravamo portati, con unicamente naso e occhi scoperti, affrontiamo il canalone battuto dal vento, che solleva neve farinosa e ghiaccio e precipita in basso in una discesa prevedibilmente impegnativa. La temperatura oscilla tra +4 e +6 gradi.

Decidiamo per la massima cautela e prudenza e scendiamo quindi molto lentamente, affondando nella neve fresca -a volte- fino al ginocchio, in un ambiente roccioso imponente, sempre sovrastati dalla parete del Sassolungo. Al termine del tratto iniziale particolarmente ripido, Roberto ed io andiamo per la discesa diretta, senza più proseguire a zig-zag: il sistema si rivela sicuro, redditizio e... divertente!

Appoggiando i talloni, scendiamo controllando la scivolata, su una neve farinosa da favola. In breve, presa la stessa confidenza, Luca e Attilio ci seguono e ci raggiungono.

Arriviamo proprio nel punto in cui una lapide ricorda la tragedia di un elicottero di soccorso alpino precipitato proprio lì, dove stanotte la neve fresca ha portato il suo leggero e quieto candore.

Qui, affondando a forza i bastoncini nel manto nevoso, questi affondano tranquillamente fino al manico!

Ci teniamo ora sulla sinistra per raggiungere il bel Rifugio Vicenza, a 2253 metri, dove ci riposiamo sulla sua terrazza di legno, scaldandoci al riverbero del sole sulla della neve che lambisce il rifugio.

Il sentiero si fa ora roccioso e ampio, si abbassa profondamente nel vallone, per poi seguire a sinistra il segnavia 527 che passa sotto il Sassopiatto e ne doppia il fianco occidentale.

L'ambiente è maestoso e ci sentiamo veramente piccoli.

Qui, in un passaggio particolarmente a ridosso del fianco della montagna, sento dietro me un'esclamazione ed un cupo rumore di pietrisco: penso ad una scivolata di Roberto, che mi segue a qualche metro di distanza... Mi giro, ma Roberto è lì, immobile. Una pietra gli è caduta addosso, colpendolo -fortunosamente- sullo zaino! Avanziamo con cautela, gl'occhi volti al sentiero (in questo tratto particolarmente piacevole) e le orecchie tese a percepire anche piccoli distacchi o cadute di sassi dall'alto.

Risaliamo una verde conca di conifere punteggiata da radure fiorite, che ci conduce al Piz da Uridl, ad oltre 2100 metri, un bellissimo balcone prativo verso Siusi e la Val Gardena, tanto che si fatica ad abbracciare tutto il panorama in uno sguardo.

Il sentiero, sempre ben marcato, ora prosegue con una continua salita, tagliando a mezza costa l'imponente dorsale sud del Sassopiatto: siamo al sole, rivoli d'acqua tagliano frequentemente il sentiero, scavando ed erodendo il terreno, fino a mettere a nudo la fragile roccia.

Si prosegue con belle vedute fino all' ultimo strappo che conduce al Giogo di Fassa, dove è situato il Rifugio Sassopiatto, frequentato anche da appassionati di mountain-bike. Ci troviamo a 2300 m, grigi nuvoloni si addensano più a sud, sul Làtemar.

Per il famoso Sentiero Federico Augusto (segnavia 4-594) passiamo sul versante sud del gruppo, dove alcune grasse marmotte, per nulla intimorite dalla presenza umana, si aggirano nei prati intorno: ci sembrano alla ricerca di avanzi di cibo lasciati dagli escursionisti.

Il tracciato avanza a mezza costa, con alcune contropendenze tese a superare (entrandovi ed uscendone) altrettante vallette erbose ai piedi della Punta Grohmann, fino a toccare il Rifugio Sandro Pertini (2300 m) dove solo altre marmotte ci accolgono.

Il vento rinforza ma, mentre ci riposiamo al sole, la vista sulla Marmolada è impressionante: un'impenetrabile coltre di nubi color viola screziate da lampi, stringe le vette del gruppo in una morsa di pioggia e ghiaccio. Il vento sembra però tenere lontano la perturbazione, almeno per ora.

Ad ogni angolo, l'iconografia del panorama (sempre dominato dal Sassolungo) sciorina tutte le immagini più tipiche della montagna: greggi al pascolo, boschi di conifere, fioriture prative, maestosi pini isolati, masi in legno e piccole baite sparse, si alternano, cadenzando i nostri passi che, a volte con fatica, cercano di mantenere un ritmo costante.

Attraversato un piccolo ruscello in piena, raggiungiamo il grande Rifugio Federico Augusto (2298 m) e, ancora in salita, si supera Forcella Rodella, uno scollinamento posto a 2308 metri, lasciando a destra il Rifugio Des Alpes e, poco dopo, il Bar Salei, dove un'ampia e riposante carrozzabile ci riporta alla strada e al Rifugio Passo Sella, verso il termine -purtroppo- di questa bella escursione.

 

INFO&LINKS

 

Ogni informazione è riportata a titolo puramente indicativo e senza alcun fine di lucro, ma solo nell'interesse di dare maggior completezza e correttezza di informazione, soprattutto di natura preventiva, sull'effettiva percorribilità degli itinerari.

Altitudine max: 2681m
Difficoltà: E
Dislivello max: 300 m
Tempo: 5h
Periodo consigliato: da fine giugno a settembre evitando l'affolamento estivo di sentieri e rifugi
Carta: Val Gardena/Alpe di Siusi, foglio 05, 1:25.000, Tabacco

Pubblicazioni: Sassolungo e Sassopiatto, due scogliere alla deriva, ALP n.181, maggio 2000, Vivalda editori, Torino

Segnaletica: segnavia CAI biancorossi n. 525, 527, 4-594

Telefoni utili:

 - Rifugio Toni Demetz tel. 0471 795050

 - Rifugio Passo Sella tel. 0471 795136

 - Cabinovia Forcella Sassolungo (Passo Sella, apertura: giugno - ottobre) tel. 0471 795175